I Cinque programmi che sembravano da bambini, ma in realtà non lo erano (di Alessandro Di Giuseppe)

Ieri sera, come spesso accade, sono uscito (invece di scrivere per la tesi) ed ho fatto il marpione con qualche ragazza random. La cosa bella di quando cerco di fare il marpione con qualche ragazza random è il fatto che, nella mia testa, mi sento molto Jean Paul Belmondo di “Fino all’ultimo respiro”. Ce l’avete presente? No? Oggi non voglio insultarvi, vi dirò soltanto che mi sento una specie di Bogart fascinoso ed illegale. Comunque, dicevo, dopo essere tornato, naturalmente da solo, a casetta, mi sono piazzato davanti alla tv e mi sono reso conto di una cosa: ci sono un fottio di canali!! Quando eravamo piccoli noi (ecco che esce il vecchio rompicoglioni che c’è in me) non ne avevamo così tanti. La cosa che mi ha stupito è che ci sono almeno una decina, oltre a quelli che puoi “comprare” in abbonamento, di canali tutti dedicati ai bambini. Mi ricordo che, quando eravamo piccoli, dovevamo letteralmente litigare per decidere cosa guardare. Poi, visto che la mia mente vola (e devo sempre trovare nuove scuse per non studiare) mi sono messo a ricordare i cartoni e i programmi che noi ci puppavamo da bambini, ma tanto da bambini non erano. In realtà, ce n’erano mille, io ne ho scelti 5, questi:

Numero 1: C’era una volta…Pollon

C'era una volta...Pollon

Ambientato in uno strano e lisergico Monte Olimpo, “C’era una volta…Pollon” è un anime giapponese distribuito in Italia a partire dal 1982. Lo show, andato in onda per la prima volta in Italia all’interno del programma contenitore “Bim Bum Bam” (non mi ci soffermo perché, molto probabilmente, ne riparleremo in un altro post), racconta le avventure di Pollon, figlia unica del dio Apollo, tra il Monte Olimpo e la terra. Uno show innocuo,direte voi, in realtà era pieno di divinità alcolizzate, di dee puttanesche, cupidi nudi, pianti e balletti che, strafatti di qualche droga allucinogena, molto probabilmente, ci avrebbero fatto superare, a pedate nel culo, le porte della percezione. E poi, come dimenticare la canzoncina? Non sai di cosa sto parlando? Ma dai? “Sembra talco ma non è/serve a darti l’allegria”. Secondo voi di cosa stava parlando?

 

Numero 2: Ranma ½

Ranma

Qui, stranamente, il nostro blog è sul pezzo! Perché? Prima di tutte le cose che si sono dette sulla Teoria Gender, prima di tutte le battaglie e le lotte, prima che argomenti come il cambio di sesso o Simone De Bouvoir tornassero di moda, noi guardavamo questo cartone. Siamo ancora in Giappone e il cartone racconta le vicende di Ranma, che nella primissima puntata arriva, con il padre a casa dell’amico di vecchia data Soun Tendo, e delle sue avventure tra allenamenti di arti marziali, scuola e situazioni di tutti i giorni. Una serie come un’altra, direte voi. E invece no! Perché qui tutti hanno due identità. Nel senso letterale del termine: sia Ranma che suo padre, infatti, durante un allenamento, sono caduti nelle Sorgenti Maledette di Jusenkyo e il nostro protagonista, a contatto con l’acqua fredda, si trasformerà in una donna, il padre, in un panda. In realtà, praticamente tutti i personaggi “combattenti” di questo cartone, sono caduti in queste acque e quindi tutti, ma proprio tutti, si trasformano in qualcos’altro. In Italia hanno epurato un mucchio di scene ma noi, che già da piccoli eravamo contro la censura, ne abbiamo visto le versioni non censurate e possiamo dire che non era un cartone da bambini. Perché? Beh, in un cartone animato “normale” non si vedrebbero mai dei nudi integrali femminili di una ragazzina e di un ragazzo di 16 anni. Già, porconi: Akane Tendo aveva 16 anni, quando è iniziata la serie. E adesso andate a vergognarvi in un angolo

Numero 3: South Park

South Park

Se non conosci “South Park”, significa che, per tutti questi anni, ti hanno tenuto congelato tipo Fry di “Futurama”. Oppure, semplicemente, che non capisci un cazzo di serie tv. Dando per scontato che noi siamo bravi, vi spieghiamo un po’ lo show: “South Park” è una serie animata iniziata nel 1997 e narra le vicende di Stan, Kyle, Eric e Kenny, quattro bambini di terza elementare. Se pensate sia una serie per bambini, lasciate perdere: parolacce, blasfemie, guerre, umorismo nero, cinismo, storpi ed ebrei presi in giro, satira sulla chiesa, sul sesso, sul sistema scolastico e sulla politica. Se tutto ciò non vi ha ancora spinto a guardalo, vi dirò soltanto che c’è un maestro elementare gay che parla con un burattino infilato nella mano e che, ad un certo punto della serie, cambia sesso, ci sono finiti dentro personalità come Robert Smith, Saddam Hussein, Osama Bin Laden, George W. Bush Jr e papa Benedetto XVI. Cosa aspetti a recuperarlo?

Numero 4: Pets

Pets

Avete presente il cartone animato “Paw Patrol”? Se non lo conoscete, tranquilli: questa volta possiamo risparmiarvi. Dunque, “Paw Patrol” è un cartone che ha, per protagonisti, dei cani che, in ogni puntata, devono compiere una missione che consiste, di solito, nel salvare qualcuno che si trova in pericolo. Bene, prendete “Paw Patrol” e dimenticatelo. “Pets”, andato in onda in Italia anche con il nome di “Pets Show” racconta la vita di tutti i giorni di Trevor, un bulldog, Hamish, un setter, JP, un pappagallo e Davina, una gatta persiana. Tutti vivono in una casa e interagiscono tra di loro. Bellissimo, se Trevor non fosse uno psicopatico, narcisista, baro, ninfomane ossessionato dalla masturbazione e dai film porno; Hamish una specie di vecchio lord inglese; JP un paranoico personaggio che ha perso tutte le sue penne a poker e con il feticismo di bere le sue urine e Davina una gatta depressa, con un amante lontano, che cerca di suicidarsi in ogni puntata e colleziona i suoi aborti clandestini in buste di plastica che nasconde sotto le assi del pavimento. Che aspetti a fare un figlio e farglielo guardare? A noi, ce lo sparavano in fascia protetta quando avevamo 10 anni

Numero 5: Wonder Showzen

Wonder Showzen

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prendete “Il Fantabosco”, mischiatelo con “Art Attack” ed aggiungete un pizzico de “L’albero Azzurro”. Ecco, fate scrivere i testi a satana in persona, ed avrete il “Wonder Showzen”. Trasmesso nel biennio 2005-2006, il “Wonder Showzen” era tutto quello che la nostra mente più malata poteva concepire: cartoni animati malvagi sul ciclo mestruale e sulla morte, pupazzi che importunavano senzatetto, sketch brutali su peccato ed adulterio, addirittura un cartone animato in cui si vede una Bibbia che si fa una siringa e diventa alcolizzata. La cosa che più colpiva dello show, era che fossero dei bambini a fare il tutto. Irriverente e satirico, disturbante e divertente, questo è uno di quei programmi che ti faranno sentire sporco dentro ma bene per sempre. Consigliatissimo. In Italia, per strani motivi che non riesco a capire, l’hanno trasmesso solo a tarda notte, in lingua originale e con i sottotitoli. In rete lo trovate. Andate, vedete e diventate malvagi!

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