I cinque talent show italiani più brutti di sempre (di Alessandro Di Giuseppe)

L’altra sera, dopo una delle mie tante serate giro in macchina-Martini-chiacchierata-lungomare-musica e poi a casa, guardavo la tv e mi sono imbattuto, quasi per caso, in uno di quegli show in cui ci sono i cuochi che devono cucinare ed hanno tutta una serie di difficoltà. Ecco, a me non è che facciano impazzire questi programmi, ma vedere un tipo che con un paio di uova, le caramelle gommose alla liquirizia, la pasta scaduta di Eurospin, una lattina di birra analcolica ed un pacco di crackers, riesce a fare un piatto francesce, beh, secondo me ha talento. E poi ho pensato a quanti talent show- i programmi che, teoricamente, dovrebbero far esplodere gente di talento-abbiano fatto. Molti sono belli. Altri fanno cagare. Quelli che fanno più cagare in assoluto, ce li abbiamo noi (citiamo il buon caro vecchio Freak Antoni:”d’altronde cosa di aspetti da un paese che ha la forma di una scarpa?”). Io ne ho elencanti cinque. Eccoli qua:

Numero 1: Operazione Trionfo

Operazione Trionfo

Andato in onda nel 2002, Operazione Trionfo, che poi è diventato “Star Academy” ed è passato in mano a Francesco Facchinetti (sì, quello di “Porta in alto la mano, segui il tuo capitano…”) è un talent show puro, uno di quelli che hanno fatto storia: scuola di canto, ballo e recitazione con i giudici, il televoto, le lezioni, le classi, i giovani, gli amori e le emozioni vere. Praticamente, un cacata. Non dimenticherò mai quando Miguel Bosè- rendiamoci conto di chi siamo andati a ripescare per la conduzione, si mise a piangere e disse “Vaffanculo”. Un must

 

Numero 2: Campioni: il sogno

Campioni-Il-sogno

Questo è una specie di ibrido: una via di mezzo tra un talent e un reality. Lo scopo del programma, era trovare una squadra, una “rosa” di giocatori per una squadra, il mitico “Cervia”, e farla arrivare in serie A. Naturalmente i “Campioni” erano sorvegliati costantemente dalle telecamere. L’allenatore del mitico “Cervia” è stato Francesco “Ciccio” Graziani. La cosa bella è che, dovendosi censurare tutte le bestemmie, era molto più comico e finto. E come non dimenticare Francesco Gullo: l’uomo che ha preso per il culo il programma per almeno due mesi. Da guardare

Numero 3:  Italia’s Got Talent

Italia's Got Talent

Quello che io ho soprannominato “Il circo delle Pantegane Ammaestrate”. Scopo del programma, che ricalca alla perfezione “La Corrida” di Corrado, è quello di dare la possibilità ai “comuni mortali” di esibirsi per 4 minuti sul palco. La cosa che odio, è che gli “artisti” entrano nella mentalità del “Just One Shot” o, se preferite “One Night Stand”: l’esibizione di una sola serata e di un solo pezzo. E poi da questo programma ci sono usciti i musicisti della Mo’ Better Band che io ODIO con tutto il mio cuore. Quindi non può non farmi schifo

Numero 4: Shark Tank

Shark Tank

Questo, forse, tra tutti i talent show, è quello più bello tra i brutti. Praticamente, cinque investitori di successo ascoltano le proposte di giovani “creativi” e, se il progetto rientra nelle loro corde, cercano di finanziare la sua impresa. La cosa brutta, è che ricalca un modello capitalista di tipo americano che noi non abbiamo e ci fa entrare nella testa un modello, quello del soldo per il soldo, che sta distruggendo la nostra società

 

 

Numero 5: Masterpiece

Masterpiece

 

 

 

 

 

 

 

 

Poteva mancare il talent sugli scrittori? No, DOVEVA mancare. Una grande cagata. Due unici commenti: 1) “nun me tuccà a papà!” e 2) il fatto che Andrea De Carlo, che rappresenta uno di quegli scrittori che in Italia vende e vende bene si sia prestato a questa cosa, evidenzia quanto brutta sia l’editoria italiana.

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