Pornopolis #12 PORN 3.0 (un articolo di Stefano Di Giuseppe)

PORNO 3.0

“Benvenuto nel futuro!” Questa è la frase con cui Fry veniva accolto il giorno di capodanno del 2999 nel primo episodio di Futurama …togliendo il fatto che la battuta è troppo demenziale per far ridere vi do il benvenuto in questa nuova puntata di Pornopolis! L’argomento di oggi ,come avrete potuto capire dal titolo, è il porno ma non un porno qualunque stiamo parlando del porno del futuro !!!

Molti quando si immaginano il futuro pensano a macchine volanti , alieni , società utopistiche e tanta altra roba come spade laser e blaster, e se lo avete pensato anche voi allora siete persone normali. Io invece quando pensavo al futuro mi immaginavo mode improponibili e nuove frontiere della pornografia , sono sempre stato un tipo molto pratico, e nella mia lista di obbiettivi che l’umanità deve raggiungere per arrivare nel futuro siamo arrivati già a metà  con l’inizio di nuove mode inutili e senza senso come la musica trap , i leggins in pelle e gli hypster. Mancherebbe, e ripeto mancherebbe, solo il porno che fino a qualche tempo fa sembrava essersi fermato ai siti on-line e alle bambole in silicone , tutto questo diciamo fino a quando non è uscito Custom Maid 3D… Bene per chi fosse interessato ecco un link dove poter ricevere informazioni più accurate su questo titolo: Recensione CUSTOM MAID 3D,per tutti gli altri continuate a leggere per avere una descrizione molto più sommaria e meno dettagliata.

Cosa c’è da dire su Custom Maid 3D? È un videogame dove si può simulare un rapporto di tipo sessuale con una Maid tramite un apposito controller in sostituzione della tastiera per tutti gli “interessati” ad avere un’esperienza di gioco “più stimolante”. Ma non sono qui per recensirvi il gioco e tanto meno per parlarvi del “controller” ma voglio esporvi il mio punto di vista verso quello che c’è dietro cioè il poter simulare un rapporto sessuale tramite un videogame.maxresdefault

kiss-sample
IL….CONTROLLER

Non stiamo più parlando di un gruppo di pixel che si muovono su e giù sullo schermo  ma di immagini in FULL HD di un cartone con cui puoi fingere di fare sesso grazie ad un tubo di plastica modificato. Si avete capito bene ,ma gusti a parte e cose come “ma sono solo modi diversi di intrattenersi ,guardarsi un porno è la stessa cosa” e no ,NO! Non è la stessa cosa , non è una semplice questione di gusti ,tanto meno un discorso su cosa sia figo fare con i cartoni animati o no . Stiamo parlando di simulare un rapporto con quello che dovrebbe essere un giocattolo, e per quanto uno possa difendere questa cosa ,c’è un limite a tutto . Giochi di questo tipo che sono il futuro del porno ,ma anche dei videogames ,ci portano a scontraci a mio parere con quello che il nocciolo delle problematiche che affliggono l’uomo moderno : consegnarsi al mondo degli impulsi sbattendosene di codici morali , convenzioni e pudore o rimanere esseri ragionevoli?

200_s
ECCO COSA FARAI DOPO AVER FINITO DI LEGGERE L’ARTICOLO. SPORCACCIONE!!!

Personalmente abbiamo fatto troppa strada da quando vivevamo dentro un caverna fredda e poco accogliente per sbattercene così alla grande di tutto il progresso del pensiero umano in nome della fantomatica frase “ma i gusti non sono gusti”. Come sempre tutti noi rimaniamo liberi di fare quello che più ci aggrada è vero ma signore e signori abbiamo veramente bisogno di queste cose? Forse noi non le vivremo neanche del tutto (o almeno spero) ma pensate a tutti quelli che verranno dopo di noi e si troveranno a poter scegliere tra la realtà virtuale “più protetta” è il mondo vero , quello dove la gente si fa le foto e bla bla bla? Immaginate di essere un ragazzino o una ragazzina poco più che adolescente con alcune difficoltà a relazionarsi con il sesso opposto ,come è giusto che sia dato che queste cose si imparano poco a poco, cosa scegliereste tra il provarci con il\la tipo\a che vi piace e poter arrivare a concludere qualcosa di più, più velocemente, più gradevolmente e con più sicurezze con un avatar? Beh non so voi ma per me questi più sono solo dei meno che rischiano di inspessire sempre di più le barrire personali che creiamo tra noi e il mondo che ci circonda.

Precedente "Ti ho mai raccontato di quella volta che sono morto?" Luigi Pirandello, "Il fu Mattia Pascal": la modernità del passato (di Alessandro Di Giuseppe) Successivo COMICS IN PILLS. PUNTATA #16 NON MORIRÒ DA PREDA (un articolo di Stefano Di Giuseppe)