Pornopolis #7 L’HORROR DEL FUTURO CI FA GIÀ SCHIFO (un articolo di Stefano Di Giuseppe)

L’HORROR DEL FUTURO CI FA GIÀ SCHIFO

Non so voi cari utenti dell’internet ma io da un po’ di tempo a questa parte sto notando come il cinema horror stia attingendo sempre di più dal web ,mi spiego subito. Prima di tutto in questo articolo non voglio parlarvi dei classici film documentario dove un gruppo di ragazzi si ritrova fatto a pezzi da uno o più mostri mentre sono ripresi da una telecamera tremolante in stile video di you tube ma di un altro fenomeno . Sul tubo infatti si incominciano a vedere nuovi trailer di film basati sui social networks ,volete un esempio? Andate a guardate il trailer di Friend Request il cui titolo in italiano è “Quando Facebook diventa letale” e capirete di cosa sto parlando.Final-poster-online Giudicare un film dal trailer è una cosa brutta ,ma quando questo dura più di 1 minuto e ti mostra praticamente tutto il film allora non è poi tanto sbagliato, e così Friend Request risulta essere il classico film basato sullo spavento e non sulla paura. La differenza tra queste 2 emozioni è molto semplice: lo spavento è quello che hai quando stai guardando dei porno sul pc ed entra tua madre nella stanza ,la paura invece è sentire in piena notte dei passi che si avvicinano al porta della tua stanza mentre stai dormendo e sai di essere l’unico abitante della casa. Come si può ben capire la paura è un qualcosa che va costruito un po’ alla volta a differenza dello spavento che è più immediato ma sicuramento meno profondo. I film “horror” di oggi sono quasi tutti basati sullo spavento creato dal cattivone o i cattivoni di turno che entrano in scena e ,dato che deve tenere lo spettatore su una poltroncina scomoda per almeno un’ora e un quarto, si cerca di non giocarsi subito l’inquadratura completa del cattivone perché già la seconda volta che lo spettatore lo vede ha sempre meno paura dato che ormai ha visto il “mostro”.

Unfriend

Ma allora come si può ovviare a questo problema? Semplice ,si lasciano intravedere solo alcune parti del cattivone facendo fare tanti piccoli spaventi allo spettatore che dovrebbero culminare con l’inquadratura che lo mostra per intero. Ma se si sostituisce lo spavento immediato alla paura costruita cosa succede? Succede che la qualità delle storie scende. E così mentre una volta i film horror affrontavano anche tematiche abbastanza complesse come l’io interiore e la dimensione del sogno ,oggi invece fanno semplicemente vedere un cattivone (mostro, alieno, serial killer ecc..) che spunta all’improvviso per farti prendere uno spavento. Personaggi carismatici come Freddy Krueger che ti inquietavano ,non solo per come erano fatti o per le armi che avevano o per gli spaventi che ti facevano prendere, ma anche e soprattutto per il loro modo di fare e la psicologia con cui venivano costruiti stanno quasi scomparendo. Prendendo ad esempio sempre Krueger si può capire come dovrebbe essere sviluppato un buon personaggio da film ,lui non era un semplice psicopatico ammazza ragazzini ma era uno squilibrato con un passato altrettanto malato che uccideva le persone dove erano più vulnerabili: nei loro sogni .Ma cosa è ci è rimasto oggi del cinema horror? Gli unici elementi rimasti sono lo spavento e le ambientazioni “comuni” ,quei posti normali dove tutti quanti noi passiamo il tempo. E dove passano il loro tempo le persone oggi ? Sul pc ,e che fanno al pc? 4chanGuardano porno e stanno sui social. Ma siccome devono fare film immediati che colpiscano subito lo spettatore (e fare un film horror porno risulterebbe troppo pionieristico e sconveniente a livello di immagine per le grandi produzioni) si sta optando per l’ambientazione virtuale, ma non un’ambientazione virtuale qualsiasi ed indefinita come succedeva una volta, adesso prendono  proprio le piattaforme più popolari e ci ambientano film horror sopra mischiando elementi da creepy pasta , video di suicidi in stile deep web e furti inspiegabili di account. Che paura! Video di suicidi a parte ,gli altri elementi su cui si basano questi film funzionano poco su un pubblico non  adolescenziale , un trentenne o un quarantenne può avere seriamente paura di un’entità maligna che lo “perseguita” su Facebook? Non so voi ma io che non ho ancora raggiunto i venti mi sento già vecchio davanti a questi film, Facebook  non fa paura ,si possono trovare persone strane è vero ma non fa paura , se volevano fare un film decente l’avrebbero dovuto ambientare su 4chan dove il materiale c’è ed è quasi infinito se vogliamo fare i precisini . Ma alle persone non interessa la storia ,al consumatore interessa il logo a cui è affezionato e così nei prossimi 3 anni (se ci va male) usciranno film tutti ambientati su piattaforme come Instagram ,twitter , ask e similisocial_media. Di per sé questo non è un male perché alla fine film come Friend Request sono nati appositamente per intrattenere noi abitanti della società dell’immagine sempre interconnessi tra noi, i problemi però arrivano quando ci rifacciamo solo agli stereotipi. Friend Request è un film ingenuo che punta a far vedere gli utenti con immagini e comportamenti “strani” su facebook come potenziali psicopatici e  simili quando internet ci insegna il contrario. I veri mostri non si nascondono più sotto un giubbotto di pelle borchiato e qualche copertina degli Slayer ma dietro a quelle foto di profilo modificate con seimila effetti ed accompagnate da qualche frase filosofica a caso . Questi film che potrebbero avere un spessore ed essere anche memorabili ,se sfruttassero di più queste dinamiche, potrebbero veramente intrattenere un pubblico più consistente delle grandi masse di adolescenti sparsi in tutto il mondo che si faranno il selfie davanti la locandina per far sapere ai loro amici di essere andati a vedere i film horror di Facebook. L’unica cosa che ci rimane è sperare che la moda passi il più velocemente possibile o che qualche regista abbia il coraggio di non fare il solito prodotto in serie da propinarci come una minestra fredda ed insipida.

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