Pornopolis#14 TRAUMI E INFANZIA (un articolo di Stefano Di Giuseppe)

TRAUMI E INFANZIA

No ,in questo articolo non parleremo dell’ultimo disco dei Tre allegri ragazzi morti ma di un argomento che ,spesso viene messo in secondo piano, mentre viviamo il nostro quotidiano: i traumi e l’infanzia. Quante volte vi siete trovati a fare i conti con trentenni o ventini (per non parare di quarantenni e tutti gli altri) che sembrano dei bambini fuori tempo massimo? Bene queste persone saranno i soggetti di cui vogliamo parlare oggi.tre-allegri-ragazzi-morti

La prima domanda che verrebbe da farsi è : perché una volta questi problemi non c’erano? Ebbene sì con l’arrivo degli anni 2000 sembra quasi che il mondo si sia riempito di persone complessate ,incapaci di relazionarsi e bisognose di attenzioni, ma in realtà è sempre stato così .Una volta però vivevamo in una società molto più chiusa a livello di espressione personale (anche oggi non scherziamo) dove questo tipo di problematiche non venivano condivise con il resto del mondo come appunto facciamo oggi. Se infatti prima tendevamo a nascondere il minimo tic , vizio o “disturbo” ora ,nel fantastico mondo dei social e dell’interconnessione, ci beiamo di queste cose che ci rendono originali ma soprattutto “interessanti” agli occhi degli altri.crazy-looking-crazy-man

Ma cosa c’entra tutto questo con i traumi e l’infanzia ? Bene, era proprio qui che vi volevo cari utenti, da quando abbiamo incominciato ad “aprirci al mondo” tramite la cultura del file sharing abbiamo chiuso quelle che erano le nostre valvole di sfogo nel mondo reale per immergerci nel fantastico mondo virtuale ,ormai trasformato in una sorta di enorme “doccia” dentro la quale vincere ogni tipo di discussione insultando e senza argomentare. E tutto questo incide naturalmente sulla mentalità e sul modo di agire delle persone che sempre di più preferiscono il virtuale al reale ,sfogandosi però in modo virtuale e non reale.giphy

Negli ultimi tempi grazie alla nostra innata propensione a farci i cavoli altrui e ai social che assecondano questo nostro istinto si può notare come in quasi tutti i soggetti che si trovano al di sotto dei trent’anni stati e post di vario genere in cui queste persone si sfogano per i loro malesseri interiori sono particolarmente frequenti , in alcuni casi il contatto con il virtuale e talmente forte che ogni avvenimento del mondo reale viene automaticamente riportato su internet rendendo il nostro pensiero sempre più sottomesso ai canali di condivisione dove mettiamo questa “roba” (foto, pensieri e sentimenti) che condividiamo.social-networks-V2

Con questa nostra dipendenza dal mondo virtuale a cui segue un distacco dal mondo reale e un cambiamento nel modo di sfogarsi che diventa sempre più inefficace perché affidato al solo mondo del web, ci accorgiamo di come un bambino o un ragazzino (gli adulti non fanno eccezione però se si parla di bambini e adolescenti evitano di prendersela) viva la dimensione del trauma in modo molto più sofferto e violento ,in quanto il contatto con il reale viene meno e il web apparentemente infinito e pieno di nuovi contenuti ,ma soprattutto di persone aperte al dialogo risulta tutto l’opposto.download

Quindi che fare quando ci si ritrova davanti un soggetto del genere ? Semplice :smettete per una mezzoretta di sta attaccati ai vostri cellulari , create un ambienti che incentivi al dialogo sincero e parlate faccia a faccia, come si faceva una volta, perché siamo umani e non fummo fatti per vivere di impulsi  elettrici e radiazioni delle nostre apparecchiature elettroniche ma di sensazioni e rapporti con l’altro.

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