Sfumature pt.1 (di Giada Corneli)

A Luca le feste non erano mai piaciute: troppa musica, troppa calca e stavolta…troppa sabbia.
Doveva smetterla di dare retta a Stefano.
“Dai oh, non fare il cazzone, si rimorchia facile…” gli aveva detto, mentre fissava il sedere di una tipa bionda che era in fila davanti a loro, alla cassa del bar. “…E tu ne hai bisogno. Passi ancora tutto il giorno a pensare a quella…come si chiamava? Vabbè insomma, lei. Che poi lo devo ancora capire, perché ti piaceva: era una cagacazzo di prima categoria!”
“Alice, si chiamava Alice, e non era una cagacazzo!”
“Sì, sì, come dici tu. L’importante è che tu e la cagac…Alice non state più insieme”
Luca lo aveva ignorato. Nonostante fosse passato quasi un anno, parlare di lei gli faceva ancora male.
Alice era andata via senza troppe spiegazioni, lasciando dietro di sé una casa vuota e portandosi via il suo amore, la sua felicità e la sua fiducia nell’umanità.
“Quindi che fai?”
“Non lo so, ci devo pensare”
“Dai che scherzavo, ci divertiamo!”
“Ma mi devo svegliare presto e…”
“Non accetto un no come risposta!”
“…”
“Luca…”
“…Va bene, vi raggiungo dopo il lavoro”.

La festa era arrivata troppo presto e Luca era stato costretto ad andarci.
“Aha! Eccoti! Lo sapevo che, questa volta, non mi avresti solato!” Stefano, già ubriaco perso, corse ad abbracciarlo “E mi hai anche fatto guadagnate venti euro: ci siamo scommessi la serata io e Marco. Ed ho vinto io! Marcoooo! Hai visto chi ti ho portato?? Caccia i soldi! Marcoooo!!! Marcoooo!!!! Dove cazzo sei? Vabbè chi se ne frega! Tieni, bevi!” e gli passò una bottiglia “Alla tua!”
Luca bevve un sorso.
“Ma che è ‘sto schifo?”
“Zitto e bevi, ai ringraziamenti ci pensiamo dopo!”
-Ringraziamenti? Chi devo ringraziare? Vabbè chi se ne frega: mezz’ora e vado via
Fece un sospiro e poi ingollò, in un sorso, metà della bottiglia che gli aveva passato Stefano.
“Va bene così?” gli chiese, guardandolo storto.
“Perfetto!” sibilò Stefano.
“Adesso posso farmi un giro, o devi controllarmi a vista?”
“Prego…” gli rispose Stefano, indicando la folla “…Il mare è pieno di pesci!”
“Ma vaffanculo!” gli sputò in faccia. Poi si allontanò e non fece caso al sorrisetto divertito che trionfava sul viso del suo amico…

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