“Vi piace la nuova baby sitter?” “Sì, ma ha un problema: la mattina non si fa mai la barba!”. “Mrs.Dumbtfire”: manuale di sopravvivenza per genitori divorziati (di Alessandro Di Giuseppe)

Vi ricordate di quando eravate piccoli piccoli piccoli e i vostri genitori, per quell’unica volta al mese che avevano voglia di uscire a cena (e magari finire a fare un po’ di sesso. Lo so che non volete sentirlo, ma è la realtà: ogni tanto i vostri genitori vogliono fare sesso), vi lasciavano a casa con la baby sitter? Vi ricordate quella sensazione di curiosità mista alla paura che provavate? Oppure quando i vostri genitori erano stronzi e, invece di pagare una ragazza che vi badasse, decidevano che vostra sorella o vostro fratello erano abbastanza grandi per poter stare con voi? Ve li ricordate quei momenti? Vi ricordate il clima di tensione che si creava e le litigate e i pianti isterici e quell’impunità del potere che, a ripensarci adesso, non riuscite a capire se vi stesse facendo da baby sitter o se stesse partecipando all’esperimento carcerario della Standford University?
Già, ricordi.
Ci siamo passati tutti.
E anche se adesso circolano una miriade di video di baby sitter che maltrattano i ragazzini, la mia generazione (quella dei nati nel 1991), oltre al fatto di non poter mai finire di guardare un film su Italia Uno-iniziavano alle 21.00 e noi, alle 22.00, dovevamo andare a letto. Risultato? Tra pubblicità e strani stacchi di montaggio televisivo, riuscivamo a guardarne soltanto una ventina di minuti scarsi-, siamo venuti su abbastanza bene. Certo, qualche volta, di notte, mi sveglio sudato e urlando che non mi piacciono le verdure, ma oltre questo e una leggera ansia generalizzata ogni volta che su La7d becco le repliche di “S.O.S. Tata”, tutto è andato bene.
Perché poi, in realtà, la cosa bella di avere una baby sitter, di passare il tempo con una persona molto più grande di te, era il fatto che, nonostante fosse più vicino ad un genitori, avevi la libertà di parlarci molto più liberamente.
Ma cosa succederebbe se la la vostra baby sitter preferita, quella a cui dite tutto, fosse vostro padre?
Dite che è impossibile?
Non avete visto questo:

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TITOLO: Mrs. Doubtfire

TITOLO ITALIANO: Mrs. Doubtfire-Mammo per sempre

ANNO: 1993

REGIA: Chris Columbus

CAST: Robin Williams, Sally Field, Pierce Brosnan, Lisa Jakub, Matthew Lawrence, Mara Wilson, Harvey Fierstein

 

TRAMA:

Daniel Hillard (Robin Williams) e Miranda Hillard (Sally Field) sono una coppia sposata in crisi. Lui, attore e doppiatore, vive di piccoli lavoretti e lei, architetto e decoratrice di interni, è immersa nel lavoro. La coppia ha tre figli di cui Daniel è innamorato. Il giorno del compleanno di suo figlio, Daniel organizza una festa con animali, clown e musica ad alto volume. I vicini, allarmati, chiamano Miranda a lavoro. Lei torna a casa, i due litigano e decidono di separarsi. Daniel può vedere i suoi figli soltanto il sabato. I rapporti nella coppia sono veramente logorati e Miranda, a causa di un grande lavoro che le assorbirà un mucchio di tempo, decide di mettersi a cercare una tata: una persona che stia con i suoi figli quando tornano da scuola, che li aiuti a fare i compiti e che cucini per loro. Daniel si propone ma Miranda dice di no. Ma cosa succede quando, dopo una lunga serie di chiamate di tate inadatte, si presentasse la tata ideale? E perché, più passa il tempo, più questa vecchia signora pare essere la copia sputata, al femminile, di Daniel?

Nel cappello di questo articolo ho detto che io, come molti dei miei coetanei, da piccolino non riuscivo mai a guardare un film intero in tv. Ecco, questo era uno dei film che mi piaceva da impazzire ma che, per motivi di palinsesto-scuola-baby sitter, non sono mai riuscito a guardare tutto fino all’età di diciotto anni.
Ed è stato un vero peccato!
“Mrs. Doubtfire” è una di quelle commedie drammatiche che tutti dovrebbero guardare in famiglia.
Nonostante il tema di fondo potrebbe sembrare banale-stringendo ai minimi termini, altro non è che la classica storia della coppia che deve separarsi prima di tornare insieme-, la narrazione procede in modo coinvolgente e dinamico: il primo personaggio che vediamo è quello di Daniel intento a doppiare un cartone animato (una specie di Titti e Gatto Silvestro). La cosa che colpisce è la caratterizzazione che, già da questa prima scena, abbiamo di lui: si dimostra, seppur nella sua ingenuità-fa tutto un discorso sul fumo e l’educazione dei figli-, un uomo dai sani e saldi principi. E voi direte: “grazie al cazzo! Lui è il protagonista!” E invece, la cosa, non è affatto scontata.
Come tutti i grandi film metacinematografici (quel tipo di film che riflettono sul cinema), “Mrs. Doubtfire” si muove su questi binari e ci mostra un’attenta critica verso il sistema produttivo del cinema e, soprattutto, della televisione: se è vero che il prodotto televisivo che sta doppiando è un cartone animato, sconcerta il fatto che, in una delle ultime scene che vediamo proiettate, uno dei personaggi sta fumando una sigaretta. Potrebbe sembrarci, ancora una volta, una scelta schifosamente buonista ma, se ci pensiamo bene, racchiude una grandissima critica al mondo della televisione. Perché? Ve la ricordate la tv di fine anni ’90, inizio 2000? Io sì: c’erano donnine nude, sigarette, pupazzi che dicevano parolacce e cartoni animati spinti e tutto in fascia protetta.
La scena seguente ci mostra il compleanno che Daniel organizza per il figlio.
Siamo a New York, il figlio compie 12 anni ed ascolta musica rap. Quale sarà la festa? Ma ovviamente una festa a tema naturale con pony, galline, cani ed animali che, in una grande metropoli, non vedresti mai.
Intrattenimento ed educazione, sono queste le caratteristiche di Daniel come padre e sono questi gli schemi che porta avanti, in un modo o nell’altro, anche nel lavoro.
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Diversa è la situazione in cui “facciamo la conoscenza” di Miranda: è la classica donna in carriera stressata e presa soltanto dal lavoro. Il divertimento, quel divertimento sano e d’intrattenimento, per lei, sembra quasi una debolezza.
Il suo carattere forte e debole insieme viene fuori durante la prima litigata, praticamente all’inizio del film, quando decide, per un futile motivo, di distruggere un matrimonio e poi, forse in modo ancora più crudele, quando va a prendere i figli dal marito un’ora prima della fine del suo giorno di visita. Anche le motivazioni per cui vuole una tata, sono quantomeno condannabili: passare più tempo in ufficio e fuori casa perché, oltre al grande lavoro che gli hanno commissionato, il cliente, interpretato da Pierce Brosnan, è un suo vecchio amico del liceo e diventa presto la sua nuova fiamma.
La crudeltà e le ripercussioni di un matrimonio finito, di una storia che si rompe, di una vita in comune che sta stretta, negli atteggiamenti di lei sono tutte in superficie. Attenzione, non stiamo guardando “Scene da un matrimonio”, ci mancherebbe, ma dentro ci sono tantissimi spunti di riflessione. Uno su tutti? Il processo per l’affidamento: nella seconda udienza, infatti-avviene praticamente nella seconda metà del film, quando il twist comico è arrivato all’apice e il film inizia a distendersi prima del finale-Miranda, nonostante si renda conto che l’unico “reato” di cui si è reso colpevole Daniel era quello di amare i propri figli, non fa nulla per impedire al giudice di sentenziare la sua tagliente sentenza: Daniel potrà vedere i suoi figli soltanto una volta alla settimana, per un’ora e con un’assistenza sociale che presiede. La cosa che fa più accapponare la pelle, durante la visione di questa sentenza, è il fatto che lei sia visibilmente contrita ma non faccia niente: ottima dicotomia tra il mondo degli attori-quello cinico, di cui Daniel dovrebbe aver preso tutti i difetti- e quello apparentemente tranquillo del lavoro onesto.

Ma “Mrs. Doubtifire” non è soltanto una storia di divorzi finita “bene”, è anche un favole profonda è cruda sulla realtà, sulle maschere che portiamo e sul bisogno di affetto che, purtroppo, tutti quanti abbiamo. Una fiaba oscura sul senso di abbandono e sulla rassegnazione. Un romanzo di formazione divertente e glaciale che non può che essere messo in relazione al magnifico racconto “Il padre d’inverno” di Andre Dubus.

Ma non fatevi trarre in inganno: in questo film ci si sbellica dalle risate e c’è un Robin Williams, pace all’anima sua, al top della forma.

Film imperdibile!

Voto: 8

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Storielle:

1) Nella scena in cui Robin Williams si trasforma per la prima volta in Mrs. Doubtfire-sono il fratello e il compagno del fratello, truccatori gay, a fargli la maschera- c’è una magnifica citazione al film “Sunset Blvd” (“Viale del tramonto”). La citazione è la seguente:”Mi sento Gloria Swanson (la protagonista del film, l’attrice che recita la parte di Norma Desmond) “sono pronta per il mio primo piano, signor DeMille!”

2) Il finale del film doveva essere diverso: nello script originale, alla fine della vicenda, Daniel e Miranda dovevano tornare insieme. I produttori e il regista decisero di cambiarlo. Il motivo? Ci sarebbe stato il rischio che i figli delle coppie sposate avrebbero avuto false speranza

3) Era stato annunciato un sequel del film con le stesse maestranze-gli stessi attori, Robin Williams come produttore esecutivo e Chris Columbus alla regia-ma il progetto, che doveva uscire nel 2014, naufragò perché Robin Williams, che doveva essere il protagonista, si suicidò

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