Il paradosso del Complottismo: rafforzare lo Status Quo combattendolo (di Nicola Iannibelli)

Oggi voglio trattare un argomento molto delicato e attuale come non mai: il Complottismo.

Difficile essere lucidi e imparziali su tematiche come questa, ma ci proverò. Il bisogno di parlarne nasce da discussioni avute con amici in questi giorni e ovviamente da quello che sta succedendo ultimamente. Ho notato una certa confusione generale sull’argomento, a partire da me stesso, così ho provato a riordinare quello che so e quello che penso e voglio provare ad esporvelo. Non voglio impiegare queste righe a cercare di affermare o screditare nessuna teoria, mi interessa piuttosto analizzare il fenomeno nel suo complesso, le sue origini, i suoi risvolti sulla società e sui singoli individui. Dunque, da dove partiamo? Dalla definizione e dalla nascita del termine “complottismo”. Senza fare troppi preamboli e digressioni: per “teoria del complotto” si intende la ricerca di una verità nascosta che si discosta da quella “ufficiale” proclamata dai media di massa e dalle istituzioni. Alcune volte queste “contro-verità” hanno basi credibilissime e logiche, altre volte risultano chiaramente frutto dell’immaginazione. Fare questa distinzione è doveroso, come vedremo meglio tra poco. Il termine nasce ufficialmente poco dopo l’uccisione di J.F. Kennedy, indicando un gruppo di persone che ritenevano le dinamiche e le spiegazioni date dalle istituzioni sull’omicidio non abbastanza esaustive, poco chiare.

Risulta ovvio come negli anni i presunti complotti si siano moltiplicati, dai dubbi sull’attentato dell’11 settembre e su altri omicidi, fino ad arrivare anche a teorie molto più distopiche e colossali, come le scie chimiche o la Terra piatta. È già interessante notare come si sia passati gradualmente da teorie complottiste su singoli eventi (Kennedy, 11 Settembre, ecc.) a teorie improntate su eventi quotidiani e ciclici, sempre più difficilmente individuabili (le cosiddette scie chimiche vengono rilasciate ogni giorno in ogni parte del mondo, idem per i vaccini). Già qui quindi è doveroso sottolineare le distinzioni accennate poco fa: infatti le teorie dedicate a singoli eventi possono essere discusse con maggiore logica, basandosi su testimonianze (che siano pro o contro), immagini di repertorio, ecc.; le seconde invece diventano più effimere, teorie a cui tendenzialmente è più difficile credere, anche se non è sempre così, oltre alle prove e alla logica ci sono altri fattori che possono dare credito a queste teorie.

Questi altri fattori vanno ricercati in altre sfere, alcune sorprendentemente lontane e impensabili. Uno di questi, facilmente intuibile, è la fiducia nelle istituzioni. Anzi, sarebbe meglio dire la mancanza di questa. Perché tanta gente non si fida, non trova soddisfazione nelle risposte “ufficiali”? Beh, la risposta è banale quanto vera: perché la fiducia va guadagnata, e in questo momento è difficile per chiunque sia al potere ottenerla. Soprattutto in Italia. Veniamo da decenni di stragi impunite, di collusioni tra politici e mafia, da poteri occulti REALI come la P2 di Gelli, smascherati ufficialmente ma rimasti comunque impuniti anch’essi, da archivi e documenti scomparsi nel nulla, da Andreotti, da Tangentopoli, e la lista potrebbe essere infinita. Aggiungiamoci poi un costante deterioramento del sistema scolastico, di quello sanitario, delle infrastrutture e della macchina amministrativa. Aggiungiamoci anche le delusioni politiche da parte di tutti verso tutti i rispettivi partiti, la mancanza di riconoscersi in ideali o linee di pensiero comuni, il non sentirsi rappresentati in nessun palazzo, da quello comunale a quello nazionale. E potremmo continuare per settimane, ma credo che questo già basti a capire su quanto sia difficile attualmente credere nelle istituzioni, persino sulle cose che dovrebbero essere più ovvie (la Terra è una sfera?). Perché la sfiducia facilmente può trasformarsi in scetticismo. E da quel momento è tutto in discesa…se sbaglia il governo sbagliano anche i medici, i docenti, i libri di storia e di geografia! Sono tutti uguali, appartengono tutti allo stesso sistema corrotto!!! Ecco, credo sia questo uno dei meccanismi che scatta nella disperazione di chi non può fidarsi. Un po’ come quando in modo infantile litighiamo e ci lasciamo con la nostra fidanzata, tagliando i ponti non solo con lei, ma con tutto ciò che la riguarda: i suoi parenti ed amici, le sue cose, e persino i suoi piatti, film e canzoni preferiti!

L’esempio è forse un po’ semplicistico ma spero che renda l’idea. Certo meriterebbe di essere approfondito, perché spiega anche il livello medio di maturità del nostro popolo, ma non credo di avere le conoscenze necessarie per farlo, lo lascio ad altri.

Ma chi è il “complottista medio” attuale? Chi è che serba tanto rancore verso la sua ragazza? Ovvio, chi ha avuto un rapporto romantico e molto lungo con lei, e che improvvisamente si è sentito tradito. Il cosiddetto boomer. Negli anni ’70 e ’80 i complottisti più agguerriti erano gli anti-conformisti, mossi dal desiderio di una società diversa e dalla distruzione del sistema. Oggi sono per la maggior parte ex-conservatori (mi baso su quelli che mi ritrovo nei miei contatti Facebook) o addirittura ex-attivisti politici, che magari si sono anche candidati a elezioni provinciali o regionali qualche volta. Non vorrei offendere nessuno, ma sono pronto a scommettere che molti di loro si sono sentiti traditi non solo negli ideali, ma anche nella sfera personale, magari ottenendo una vita privata piena di delusioni, delusioni che non erano previste nel mondo che gli era stato pubblicizzato dai media e promesso dalle istituzioni in cui tanto credevano fino a qualche anno fa. Ribadisco che queste sono solo supposizioni, non metto in dubbio che esistano complottisti di ogni età o categoria! Credo solo che attualmente la maggioranza sia quella sopra descritta.

Qui mi sorge spontanea un’altra domanda. Molti di voi sapranno che mi reputo un filo-anarchico. Credo nell’anarchia perché rinnego il potere in ogni sua forma, e perché sono convinto che il potere porti sempre ed esclusivamente alla corruzione. Ma sono anche consapevole al 100% che si tratta di un’utopia. Ebbene mi chiedo: se queste persone non credono più nelle istituzioni e nel sistema perché secondo loro siamo riempiti di bugie e di malattie tramite vaccini e 5G, perché non si reputano anarchici? Perché non cercare un nuovo sistema più trasparente?

Secondo me è perché in fondo sperano di tornare a stare insieme a lei, vogliono ancora crederci. Non vogliono un altro sistema, vogliono lo stesso che, a quanto dicono loro stessi, li ha sempre presi per il culo. Ma perché? Qui servirebbe uno psicologo credo, ma io, tirando a indovinare, dico che i motivi possono essere diversi: forse amano essere sottomessi, o forse non conoscono altri modi per vivere, sono cresciuti in questo e non vogliono abbandonarlo. O forse, e questa forse è la risposta più sensata per quanto possa sembrare “cattiva”, è che vogliono poter continuare a lamentarsi senza agire. Se le cose cambiassero davvero non potrebbero più lamentarsi della loro condizione, non potrebbero più incolpare entità ciclopiche e senza volto per tutti i loro fallimenti.

Il complottismo più “esagerato”, infatti, tende a incolpare organizzazioni segrete, alieni, basi nascoste, ecc. perché così possono dire “io so, dovete saperlo anche voi, ma non potremo mai farci nulla, è così e basta!”. Ed è così che il “nemico” diventa una sorta di Dio cattivo, una mano invisibile a cui non possiamo far altro che sottometterci, de-responsabilizzandoci da quello che effettivamente possiamo cambiare nel nostro piccolo, perché “tanto sarebbe tutto inutile!”. Proprio qui il Complottismo diventa (spesso inconsapevolmente, alcune volte invece volutamente) sostenitore dello Statu Quo pur provando a screditarlo, perché gli riconosce un potere illimitato e irremovibile.

Voglio chiudere il discorso tornando all’attualità, soprattutto al clima di censura e di “affermazione” dei media tradizionali, e mostrare in modo semplice perché si sia arrivati a tanto, e perché si rischia di trovarci in una situazione ben peggiore.

Le dovute differenze tra le varie teorie complottistiche vanno sempre fatte, perché ogni teoria ha una sua storia e delle sue basi, però bisogna prenderle singolarmente con spirito critico, e non tendere a denigrarle tutte senza distinzioni o, al contrario, ad abbracciarle tutte. Questo è uno degli errori principali dei mezzi di informazione ufficiali attuali, quello di dare per assurdo in automatico tutto ciò che si discosta dalla loro versione, senza dare possibilità di dibattito a nulla. Combinando questo spiccato senso di “superiorità” indiscussa a un generale peggioramento di qualità del servizio pubblico reso da tv e giornali negli ultimi anni non fa altro che rafforzare il Complottismo e le persone che lo sostengono. Basterebbe creare più spazi di confronto costruttivo con i dovuti esperti di settore in base alle tematiche.

La decisione inoltre di censurare proprio in questo periodo è sicuramente pericolosa per due motivi: prima di tutto perché non fa altro che dare ragione a chi divulga queste teorie, che si sente attaccato; in secondo luogo rischia anche di penalizzare chi invece prova a fare una contro-informazione più razionale e lucida. E questo rischio è molto probabile se chi applica la censura si comporta come i media tradizionali, cioè dando per falso a priori qualsiasi notizia o teoria si discosti dalla “storia ufficiale”, minando alla base la libertà di espressione che sia positiva o negativa.

L’argomento ovviamente è molto più vasto, ma lascio a voi che avete letto i dovuti approfondimenti e prese di posizione.

 

In streaming gratuito su questo sito della Rai potete trovare diverse puntate del famoso programma “Blu Notte”, condotto da Lucarelli, che affronta i più grandi misteri d’Italia, tra cui la sopra-citata P2:

https://www.raiplay.it/programmi/blunotte/puntate/i-grandi-misteri-ditalia

 

Precedente Meditazioni nate da un ricovero (di Nicola Iannibelli) Successivo Da 5 Bloods, un vero e puro "Spike Lee Joint" (a cura di Nicola Iannibelli)