Le cinque serie comiche che, se non conosci, devi correre a guardare (di Alessandro Di Giuseppe)

L’altra sera, dopo aver passato l’intero pomeriggio a far finta di studiare e scrivere la tesi (in realtà ero su “InSegreto” a leggere storie di minorenni che facevano sesso), sono sceso in cucina, mi sono sbracato sulla poltrona ed ho acceso la tv. Di solito, per andare sul sicuro e farmi qualche bel pianto come si deve, sintonizzo su “Undercover Boss” o su “Hotel Da Incubo”. Quella sera, preso da un impeto di natura sadomasochista, invece, sintonizzo su Rete 4. Stavano facendo il TG4. Ora, non so se, di recente, avete mai guardato il TG4. No? Ve lo spiego in 4 secondi: adesso il TG4 va in onda, più o meno alle 11.00 di mattina e alle 19.00. Perché? Semplice: perché così tutti i vecchini possono guardarlo e sentirsi vivi. Ma la cosa più divertente, oltre a tutto il resto, ovviamente, è che il TG4 riesce a costruire dei bellissimi servizi, praticamente sul nulla. Ed è uno spasso. Ma siccome io sono uno a cui le sinapsi hanno dato alla testa, mi sono messo a pensare ai programmi comici che guardavo da piccino e, oltre alle consuete lacrimucce, ho stilato una lista. E,visto che vi voglio bene, ho deciso di condividerla con voi:

Numero 1: Camera Cafè

CameraCafè

Andata in onda, in Italia, dal 2003 al 2012, “Camera Cafè” è mutuato da un format francese chiamato “Camera Cafè”. A noi non dirà nulla, ma si fonda su un gioco di parole che, in francese, è una fusione tra la macchinetta del caffè e una telecamera nascosta. Ed è questa la particolarità del programma: seguiamo le vicende dell’azienda, di cui non sapremo mai il nome, stando “nascosti” nella macchinetta del caffè dell’area relax. Tra beghe tra colleghi, fusioni, nerd, battute di pessimo gusto, sevizie sugli stagisti e i neo assunti, avventure di una notte con segretarie o prostitute, la serie ci mostra il lato “ironico” del mondo del lavoro. Puntate dai 15 ai venti minuti l’una, con sketch iniziale, sketch centrale e sketch finale. I più navigati di voi, noteranno subito le citazioni dai classici della comicità e del cinema. Serie consigliatissima. Se ne vedono repliche su Italia 2, ora di cena. E, si vocifera, che ne facciano una sesta stagione. Attendiamo e speriamo

Numero 2: The Office

Theoffice

 

 

Quando parliamo di “The Office”, intendiamo il VERO “The Office”: quello inglese, andato in onda nel 2001, con Ricky Gervais che, della serie e del format, era, oltre che all’attore protagonista, anche l’ideatore e lo sceneggiatore. Con questa serie rimaniamo nell’ambito della “comicità da ufficio”. La serie infatti ci mostra, evitando le risate campionate, le disavventure del personale di una piccola filiale della “Wernaham Hogg”: un’industria cartiera. Perché questa serie è importante? Per tanti motivi: 1) il cinico umorismo all’inglese; 2) denuncia sociale; 3) comicità muscolare e 4) perché ha precorso i tempi. Adesso siamo tutti abituati, grazie a “Modern Family” a concepire una serie tv con lo stile del falso documentario. Bene, questa è stata la prima serie comica ad usare questa tecnica. Da recuperare! Evitate la versione americana: bellina, ma toglie il senso della serie

Numero 3: Little Britain

LittleBritan

 

 

 

 

 

 

 

Uno dei CAPOLAVORI della comicità cinica inglese. “Little Britain”, che deriva il suo nome dalla crasi, dalla fusione dei termini “Little England” e “Great Britain”, è uno show andato in onda dal 2003 al 2006 sull’emittente inglese BBC. Riprendendo lo stile caro ai “Monthy Python” (se non sapete chi siano, recuperateli ORA!), “Little Britain” è uno show basato su una serie di Sketch. Dalla studentessa incinta, al falso invalido, dal travestito al segretario gay segretamente innamorato del primo ministro, questo serie da uno spaccato cinico, freddo, tagliente e divertente della Gran Bretagna. La seria, ristampata subito in DVD, detiene il record per il maggior numero di copie vendute di uno show comico. L’unica pecca? Senza questo bellissimo show, in Italia non avremmo partorito mai quella cacata de “I Soliti Idioti”. Beh, è semplice: non pensate a quella schifezza derivativa, e buttatevi su “Little Britain”. Un MUST!

Numero 4: Louie

Louie

Louis C.K. è forse uno degli ultimi “eredi” della tradizione della stand up commedy alla George Carlin. Lui stesso racconta che, senza “l’intercessione” e i consigli di Carlin, la sua vita artistica, professionale, lavorativa, non sarebbe mai sbocciata. Ecco, “Louie” è uno show che segue il nostro “eroe” nella sua vita di tutti i giorni. La serie è incentrata, infatti, su Louie, uno stand up commedian separato e con due figlie piccole, che deve giostrarsi tra i comedy club e la vita di tutti i giorni. Molto probabilmente, se conoscete il comico, molti dei monologhi comici li conoscerete, ma è una gioia vedere questo show. Tra gli ospiti illustri, Doug Stanhope. Devo aggiungere altro?

Numero 5: Flight Of The Conchords

flight of the conchords

Una delle dieci serie tv più belle che abbia mai visto. “Flight Of The Conchords” è la storia della band neozelandese Flight Of The Conchords (esiste davvero, andate a cercarla su youtube) e della loro “ascesa al successo”. Tra lavori umili, concertini e i consigli del loro agente, che in realtà, nella vita, fa l’avvocato e gestisce la band nel tempo libero, assisteremo alle prove del duo, ai loro amori e ai loro psichedelici ed amatoriali videoclip. Che dire? Una seria che non potete non guardare, se volete diventare dei musicisti scarognati e sottostimanti

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