Pornopolis#5 LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT (un articolo di Stefano Di Giuseppe)

LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT
Corri ragazzo laggiu’  vola tra lampi di blu corri in aiuto di tutta la gente dell’umanita’ corri e va per la terra vola e va tra le stelle tu che puoi diventare Jeeg .Jeeg va,cuore e acciaio, Jeeg va,cuore e acciaio, cuore di un ragazzo che senza paura sempre lotterà se dalla terra nascerà, la forza che ci attaccherà noi restiamo tutti con te, perche’ tu… tu sei Jeeg!!! Questa è la prima parte della sigla italiana di Jeeg Robot D’Acciaio ,un cartone animato (perché tutti gli anime andati in onda prima del 2000 si possono chiamare cartoni) molto caro a tutti i bambini italiani degli anni Ottanta e in maniera minore anche a quelli degli anni’90 e primi anni’2000. Ma che film è Lo chiamavano Jeeg Robot? Un film che non c’entra assolutissimamente niente con il cartone animato di Gō Nagai quindi dimenticatevi i robottoni e le città distrutte da mostri che ricordano Godzilla.

 

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Il film è ambientato a Roma e mostra le vicende di Enzo Ceccotti ,un ladruncolo della periferia che cerca di tirare avanti con piccoli furti e lo spaccio di droghe. Ma la sua routine cambierà drasticamente quando si ritroverà inspiegabilmente dotato di incredibili poteri, come se non bastasse si troverà ad occuparsi della figlia affetta da disturbi mentali di un “socio” mentre nella capitale avvengono attentati dinamitardi in stile anni di piombo e piccole gang di criminali si massacrano per le strade.

Lo chiamavano Jeeg Robot è un film che ci insegna due cose molto importanti , e non stiamo certo parlando di messaggi buonisti sulla tolleranza ,l’amicizia e tutte queste cose belle ,ma stiamo parlando di un film che mostra quanto gli italiani siano ancora in grado di girare film pop di qualità ( non come quella merda di cinepanettone e simili) e che possiamo ancora  insegnare qualcosa agli americani in fatto di film sui supereroi. La pellicola di Gabriele Mainetti pesca a piene mani dai film sulla mafia degli ultimi anni e dai cinecomics di Nolan oltre a qualcosina anche da  Raimi (Spider-man). Se non disdegnati infatti un approccio alla criminalità in stile Gomorra affiancato alle vicende di un super eroe non troppo super che sembra uscito dalla mente di un fan di Raimi che ha appena visto i Batman  di Nolan allora questo è un film che potrebbe piacervi.

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I punti deboli della pellicola possono essere un’eccessiva ,ma forse voluta , prevedibilità dei colpi di scena che rispettano un po’ troppo i canoni americani e il dialetto romano nei dialoghi troppo veloci che posso far perdere qualche dettaglio importante per la storia e la definizione dei personaggi.
Ma se da un lato troviamo queste pecche ,tutto sommato tollerabili, da un lato il film presenta dei personaggi molto ben caratterizzati soprattutto l’antagonista del nostro Jeeg Robot che sfrutta molto bene l’uso nel dialetto per dare più enfasi ai suoi dialoghi. La regia poi è perfetta ,le inquadrature e il modo in cui vengono gestite ricordano molto le vignette di un fumetto e in un film questo è un elemento mooolto apprezzabile se si è un appassionato ci comics. In più il modo di affrontare la criminalità rifacendosi agli stilemi di Gomorra permette di avere un approccio molto più profondo al classico gruppo terroristico di cattivoni senza un minimo di personalità , in questo film infatti i “cattivi” presentano quel tantino in più di caratterizzazione che apprezzare di più il film. In più un elemento da non sottovalutare è il fatto che il film si svolga ai giorni nostri e soprattutto in Italia ,non vogliamo fare spoiler e accontentatevi di sapere che questo film risponde perfettamente alle domande “cosa succederebbe se tu avessi i superpoteri?” e “cosa succederebbe se tu avessi i superpoteri e fossi un super cattivo?”.lo-chiamavano-jeeg-robot-online-il-secondo-character-poster-v3-250397-1280x720
Volete saperne di più ?Molto bene, allora vi basterà chiamare quel vostro amico che vi a trascinato al cinema a vedere Deadpool trascinarlo al cinema ,possibilmente lo stesso in cui avete visto Deadpool, farvi pagare il biglietto come risarcimento per aver sopportato il mercenario più sopravvalutato del momento e guardarvi il film.
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