Dissociazioni mentali. (Parte 1??) di Nicola Iannibelli

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Fritz Kahn – La velocità del pensiero.

Voglio scrivere. Ma non mi viene in mente niente. O meglio, qualche idea arriva pure, ma finisco sempre col dimenticarla o cancellarla perché mi sembra banale. Scrivere una storia non richiede poi solo l’ idea (il Concept, come direbbe chi trova fighi gli inglesismi, o le americanate, son punti di vista), ma anche una certa dose di autostima e di egocentrismo per portarla avanti, nonché una serie di tecniche e escamotages narrativi (come direbbe chi trova fighi i francesismi, o le frociate, son sempre punti di vista) per renderla avvincente; e poi sicuramente richiede un certo talento, insieme a pazienza, sensibilità ecc. Cose che non si sa se ce le hai o no, alcune di queste possono anche affiorare col tempo…

Infatti per ora mi riesce più facile filosofeggiare a cazzo, perché non richiede preamboli, spiegazioni, schemi …non richiede tecnica! Vagare liberamente da un’ idea a un’altra, senza approfondirne realmente nessuna. Questo mi riesce meglio, ma me ne compiaccio da solo…un po’ come quando sei con gli amici e riesci a salvare gli occhiali o il cellulare che stanno cadendo a terra con una manovra altamente acrobatica ma nessuno se ne accorge; e ti trovi là due secondi dopo a dire: “ragazzi ma avete visto che scatto? Che prontezza di riflessi?”

“No.”

“Ma vi dico fenomenale!”

“Seee vabbè!”

Allora mi chiedo: da cosa deriva il talento nel raccontare e creare storie, o, allargandoci, nel disegnare e dipingere, ma anche nel comporre musica?  Forse da una predisposizione genetica, o da una predestinazione prefissata da noi stessi (sembra un gioco di parole creato solo per confondere le acque, ma  ne riparlerò più avanti, o forse in futuro in un altro racconto), o da schemi mentali che si sviluppano in modi diversi dal solito? O da un insieme di queste e altre cose?

Sicuramente, secondo me, deriva in parte anche da un’ educazione diversa alle associazioni di idee. Si chiama Pensiero Laterale, la capacità di saltare da un concetto a un altro tramite associazione per idee, o per immagini, o per suoni, o per colori, o per (soprattutto?) ricordi! La cosa bella è che è diversa in ogni individuo, ed è una base del nostro modo di vivere! Essì perché le nostre associazioni possono essere semplici e darci una vita semplice (per ottenere C devo partire da A e passare per B), oppure, se educate in modi diversi possono portarci a una vita di paranoie (non posso ottenere C perché B si sposta ogni volta che parto da A! La A sta per Aiuto!), di paure, di illusioni (se invece di andare a C passando per B mi traccio prima i puntini da 1 a 42, vedo che ne esce fuori, poi se non mi conviene passo per B) e gli esempi possono essere infiniti.

Ragazzi, influenza la nostra vita più di quanto crediamo…basta pensare ai rapporti con le altre persone: se ci sentiamo più vicini ad alcune persone e non possiamo compatirne altre è anche perché forse i nostri Pensieri Laterali sono più simili nel primo caso o più distanti nel secondo! (Sforno teorie così, a 3 euro al kilo…)

Le Associazioni di idee sono un po’ come le conformazioni di barriere coralline, sempre diverse e in continua evoluzione, e spesso per raggiungere l’ isola due sono le possibilità: o ci giriamo intorno con calma e troviamo un varco, o le spacchiamo e andiamo diretti.

Ora, potrei aprire tutto un discorsone di natura socio-politica, per esempio su come queste barriere coralline siano coltivate dalla stessa società in cui viviamo, passando per l’ istruzione scolastica e la formazione religiosa; ma non mi va adesso.

Ma sull’ isola che c’è?

Un ulteriore indizio che mi ha dato una mezza conferma a quanto sto scrivendo è la frase iniziale con cui ho iniziato oggi: “non mi viene in mente niente”. VIENE. Quante volte la sentiamo questa frase? Perché utilizziamo proprio il termine “venire” in mente? Come se l’ idea debba arrivare da fuori, e non partorirla direttamente noi? Forse perché ci affidiamo inconsciamente a questa serie di associazioni di idee che ormai seguono schemi ben precisi come dei circuiti elettronici? Se ti dico Sale, tu mi rispondi Mare o Scale Mobili? Se ti dico Pesca, tu mi rispondi Sciroppata o D’ acqua dolce?

Come vedete, il mio pensiero Laterale ha la sola capacità di darmi in pasto domande, domande, centinaia di domande, in un moltiplicarsi ingestibile di quesiti inutili senza risposte vere (Ma C esiste? Se passo per B si vede almeno in lontananza poi sto C? Posso tornare un attimo ad A che ho lasciato lì degli appunti?).

 

PS: La cosa bella è che abbracciando questa teoria potete dire quello che volete su ciò che ho scritto, tanto non mi cambia niente…se non vi è piaciuto è solo perché il mio Pensiero Laterale è troppo diverso dal vostro 😉

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